il Tetraedro e

le 4 Triplicità

nell'Essere


Nel cap. “Aspetti”, al §. sulla Terza Armonica, viene suggerito come la stessa disposizione dei due assi re­la­ti­vi alle 4 di­re­zio­ni nel­lo spa­zio rac­chiu­da po­ten­zial­men­te gli estre­mi di un so­li­do a 4 ver­ti­ci pro­iet­ta­ti su un pia­no: il Te­tra­e­dro ap­pun­to, splen­di­do, su­bli­me co­strut­to, in quan­to sin­te­si mi­ra­bi­le di tut­te le pro­prie­tà im­pli­ca­te.
Questa magica struttura, costituita da quattro facce triangolari contigue ed esclusive, prende subito il po­sto del no­stro pun­to in­ter­ro­ga­ti­vo; ed è re­la­ti­va­mente fa­ci­le ve­de­re come ad essa si ap­pli­chino al na­tu­ra­le i pro­ces­si lo­gi­ci fin qui esa­mi­na­ti… si deve solo pro­ce­de­re.
Ciascuna delle 4 facce è circoscritta da tre lati e come tale può ben contemplare i tre passaggi di ogni sta­gio­ne. Pren­dia­mo le mos­se da un'ipo­te­ti­ca base e dal­la mez­za­not­te dell'anno astro­lo­gi­co, as­se­gnan­do a cia­scun ver­ti­ce i Se­gni in pro­gres­sio­ne an­tio­ra­ria: de­fi­niamo su­bi­to la “map­pa­tu­ra” del­la fac­cia in­ver­na­le, re­stan­do li­be­ro il ver­ti­ce su­pe­riore.
Come si vede traguardando per un attimo l'in­cro­cio dei due assi nel­la fi­gu­ra come se fos­se piat­ta, Ter­ra () ed Ac­qua () ri­sul­ta­no con­trap­po­sti, men­tre Aria () at­ten­de all'al­tro capo un Se­gno di Fu­o­co: che al­tro se non l'Arie­te (), il pri­mo Fu­o­co, che pro­se­gue la se­quen­za con­fe­ren­do una con­si­sten­za spa­zia­le al trit­ti­co di base?
Nel so­li­do così di­spo­sto que­st'ul­ti­mo va al ver­ti­ce, come se la base in­neg­giasse al suo av­ven­to e in ef­fet­ti è quel che av­vie­ne, dato che la ma­te­ria si con­for­ma, ed ogni sta­gio­ne pre­pa­ra la suc­ces­si­va.
Ab­bia­mo così as­se­gna­to ad ogni ver­ti­ce uno de­gli Ele­men­ti, in un or­di­ne im­mu­ta­bi­le.
Il pas­so suc­ces­si­vo con­si­sterà per­tan­to nell'at­tri­bu­i­re i Se­gni che se­guo­no alla lo­gi­ca del co­strut­to, ri­spet­tan­done il prin­ci­pio ispi­ra­to­re.
Al fine di delineare la stagione entrante su una base suc­ce­dente, si do­vrà ef­fet­tua­re una ro­ta­zio­ne (co­stan­te­men­te an­tio­ra­ria, come la con­ven­zio­ne oro­sco­pi­ca) del so­li­do per cui, con­si­de­ra­to il sen­so dei ter­mi­ni car­di­na­le e fis­so, non ri­ma­ne che far per­no sul lato Ca­pri­cor­no-Aqua­rio, mu­o­ven­do il ver­ti­ce si­tua­to per l'ap­pun­to nel se­gno mo­bi­le Pe­sci e por­tan­do l'Arie­te ver­so il pia­no, a dar ini­zio alla nu­o­va area di ri­fe­ri­men­to. Po­i­ché le due fac­ce sono con­trap­po­ste, come ri­ve­la an­che l'orien­ta­men­to dei ri­spet­ti­vi trian­go­li sul pia­no di ap­pog­gio, il sen­so di ro­ta­zio­ne dei Se­gni si è in­ver­ti­to ed ora il fis­so è di Ter­ra, pri­ma oc­cu­pa­ta dal Ca­pri­cor­no (come car­di­ne sta­gio­na­le) e quin­di dal Toro; del re­sto an­che i trian­go­li di base ri­spet­to al pun­to di os­ser­va­zio­ne ri­sul­ta­no op­po­sti, si­gni­fi­ca­tori di una di­ver­sa po­la­ri­tà; na­tu­ral­men­te l'api­ce è ora Ac­queo e com­pe­te al Can­cro.
Al terzo passo il Fisso è di Fuoco ed ecco che la ro­ta­zio­ne del so­li­do, che av­vie­ne lun­go l'asse Arie­te-Toro, ri­pro­po­ne l'in­ver­sio­ne del pe­ri­plo sta­gio­na­le al sen­so an­tio­ra­rio: si può già no­ta­re an­che la per­fet­ta ri­spon­den­za nel­le po­si­zio­ni dei Se­gni an­ti­te­ti­ci (1­/3) da una fac­cia all'al­tra.

L'ultima manovra è ormai scontata; abbia­mo com­ple­ta­to un qua­dro di come i trat­ti Zo­dia­ca­li si mo­da­lizzano in re­la­zio­ne a tut­te le pos­si­bi­li for­ma­zio­ni che, dal sem­pli­ce vol­versi di due cop­pie fon­da­men­ta­li, trac­cia in qua­lun­que con­te­sto di con­ti­nu­i­tà on­du­la­to­ria i pre­sup­po­sti di una strut­tu­ra eli­co­i­da­le, nota an­che come DNA.
Le figure dovrebbero facilitare la comprensione di come il co­di­ce Zo­dia­ca­le si rap­por­ti alla strut­tu­ra del­la ma­te­ria in sem­pli­ce ed im­me­dia­ta sin­to­nia con la tri­par­ti­zio­ne rit­mi­ca di ogni sta­gio­ne, ap­pli­ca­ta ai 4 Ele­menti.
Di gran­de, for­se inat­te­so si­gni­fi­ca­to, nel te­trae­dro le co­mu­ni va­len­ze dei Se­gni li po­la­riz­za­no pres­so cia­scu­no dei suoi 4 ver­ti­ci, dan­do for­ma e so­stan­za alla qua­dru­pli­ci­tà del Po­te­re cre­a­ti­vo, men­tre la tri­pli­ci­tà, che ne è la “pul­sa­zio­ne”, si sus­se­gue e si sno­da at­tra­ver­so cia­scu­na del­le fac­ce.

Deve tra­spa­ri­re, nel ri­spet­to del­le Scu­o­le di Tra­di­zio­ne mil­le­naria, come i nor­ma­li fu­o­co ed ac­qua non sia­no che le espres­sio­ni più lam­pan­ti dei ri­spet­ti­vi princîpi e che pro­prio per tale evi­den­za i Nomi ne fu­ro­no trat­ti ad in­di­ca­re le ma­tri­ci; che que­ste a loro vol­ta ven­ne­ro de­fi­ni­te Ele­men­ti, con un ter­mi­ne di na­tu­ra an­cor oggi emi­nen­te­men­te astrat­ta (tro­var­si "nel pro­prio ele­men­to" vuol dire nel pro­prio am­bien­te na­tu­ra­le e quan­do di­cia­mo: l'ac­qua è l'ele­men­to na­tu­ra­le dei pe­sci non de­no­tiamo H2O con tut­ti i suoi com­po­nen­ti, ma un mon­do pa­ral­le­lo ad es. a ciò che l'aria rap­pre­sen­ta per i vo­la­ti­li; e po­trei con­ti­nua­re…

Amaggior ragione, dal «Dizionario della Lingua Italiana, G. Devoto - G. C. Oli»
Casa Editrice Felice Le Monnier S.p.A., Fi. © 1990

“eleménto”:
2. Ciascuna delle parti che concorrono a for­ma­re un tut­to or­ga­ni­co, un'uni­tà con­cre­ta o astrat­ta: gli e. di un ter­mo­si­fo­ne; scom­por­re un mec­ca­ni­smo nei suoi e.; gli e. del sa­pe­re. In lin­gui­sti­ca, qual­sia­si par­te di una fra­se che si può iso­la­re dal­le al­tre per l'ana­li­si: scom­por­re un pe­rio­do nei suoi e. ~ In ma­te­ma­ti­ca, cia­scu­no de­gli enti che ap­par­ten­go­no ad un dato in­sie­me: e. di un grup­po, di una fi­gu­ra ~ In ge­o­gra­fia fi­si­ca: e. cli­ma­ti­ci, e. me­te­o­ri­ci, le en­ti­tà me­dian­te le qua­li si ma­ni­fe­sta­no il cli­ma di una re­gio­ne (tem­pe­ra­tu­ra, umi­di­tà, ven­ti, pres­sio­ne at­mo­sfe­ri­ca, pre­ci­pi­ta­zio­ni) e i fe­no­me­ni me­te­o­ri­ci (pres­sio­ne, umi­di­tà, ne­bu­lo­si­tà, ven­to, ecc.).
La voce ha poi finito, proprio nel secolo scorso, con il ri­ve­sti­re un si­gni­fi­ca­to che ci al­lon­ta­na dal­l'ori­gi­na­ria com­pren­sio­ne, ri­con­du­cen­dolo al­la pri­ma tra le de­fi­ni­zio­ni date nel­lo stes­so Di­zio­na­rio (non pri­va dell'in­ter­ve­nu­ta di­stor­sio­ne con­cet­tua­le) prin­ci­palmente ri­vol­ta ad ar­go­men­ti di con­cla­ma­ta fi­si­ci­tà (ba­sterà ci­ta­re la Ta­vo­la de­gli ele­men­ti):

1. Sostanza semplice, pura, che prima del­la sco­per­ta del­la ra­dio­at­ti­vi­tà si ri­te­ne­va non su­scet­ti­bi­le di de­com­po­si­zio­ne con me­to­di chi­mi­ci o fi­si­ci; se­con­do gli an­ti­chi: il fu­o­co, l'aria, l'ac­qua e la ter­ra era­no i quat­tro ele­men­ti co­sti­tu­ti­vi del mon­do fi­si­co ... Nel­la chi­mi­ca odier­na, so­stan­za pura in cui tut­ti gli ato­mi co­sti­tu­en­ti han­no ugua­le il nu­me­ro e la di­spo­si­zio­ne de­gli elet­tro­ni ex­tra­nu­cle­ari: e. chi­mi­ci; e. na­ti­vi, gli ele­men­ti chi­mi­ci che si tro­va­no in na­tu­ra come tali (per es. oro, rame, ar­gen­to).
Certo quell'accostamento e presunto raffronto in­ter­pre­ta­ti­vo del­le lo­gi­che de­gli an­ti­chi la­scia piut­to­sto in­trav­ve­de­re che gli an­ti­chi sia­mo noi, ma chi ha com­pi­la­to un di­zio­na­rio non ha fat­to che ri­flet­te­re il pen­sie­ro cor­ren­te.

In buona sostanza, le fiamme di un rogo, lo ri­pe­to, non sono che una tra le pro­ba­bi­li ma­ni­fe­sta­zio­ni dell'ele­men­to Fu­o­co (un'esplo­sio­ne po­treb­be es­ser­lo del pari), ma è fon­da­men­ta­le com­pren­de­re che lo è pure il ca­lo­re di una pas­sio­ne e tut­to ciò che con­su­ma o ma­tu­ra nel cor­so di ogni esi­sten­za; dif­fi­ci­le per una spe­cu­la­zio­ne ra­zio­na­le-set­to­ria­le fi­na­liz­za­ta a se stes­sa sta­bi­li­re un co­mu­ne de­no­mi­na­to­re ad un ven­ta­glio tan­to ete­ro­ge­neo di ti­po­logie, in ap­pa­ren­za scol­le­gate.
Parimenti, mare o fiumi sono solo “re­ci­pien­ti” (nel sen­so la­ti­no di re­ci­pe­re; ac­co­glie­re e re­a­liz­za­re ad un tem­po, più che con­te­ne­re) nei con­fron­ti del prin­ci­pio che si con­cre­tiz­za nel­le ac­que, come ogni al­tro tipo di com­po­si­zio­ne flu­i­da; ab­ban­do­no e lan­guo­re nel ca­rat­te­re, ma an­che la pla­sma­bi­li­tà nel­la ma­te­ria sono di na­tu­ra ac­quea, ri­svol­ti ine­qui­vo­ca­bi­li in ogni aspet­to del­la no­stra di­men­sio­ne. Me­ri­ta ri­flet­te­re su come il ci­ta­to Di­zio­na­rio con­corra a chia­ri­re “con­crèto” (per con­cre­tiz­za):


1. Che si presta a una valutazione o a un im­pie­go nel cam­po del­la pra­ti­ca o dell'espe­rien­za sen­si­bi­le; ~ Come s.m., il con­te­nu­to dell'espe­rien­za come og­get­to re­a­le o ap­pli­ca­bi­le al re­a­le: ve­ni­re al c.; … ;
in c., ri­fe­ren­do­si alla pura e sem­pli­ce re­al­tà dei fatti.
2. Nome c., che indica un essere o un ogget­to re­a­le; op­po­sto ad astrat­to, che in­di­ca solo qua­li­tà o modi di es­se­re ( … ).
4. lett. (non com.). Consistente, solido | Rap­pre­so, con­den­sa­to.
-etim- Dal la­ti­no con­cre­tus (par­ti­ci­pio pas­sa­to di con­cre­sce­re) “den­so, co­a­gu­la­to”.

L'elemento Aria non allude soltanto a quella che si può re­spi­ra­re o at­tra­ver­so la qua­le si pos­sa vo­la­re, ma ogni aspet­to di con­si­sten­za gas­so­sa, che a sua vol­ta può non es­se­re al­tro che so­stan­za flu­i­da sot­to­po­sta all'azio­ne del Fu­o­co; per tra­sla­zio­ne le cor­ren­ti ner­vo­se e lo stes­so vo­la­re col pen­sie­ro sono di na­tu­ra ae­rea; Rudolf Ste­i­ner non po­ne­va for­se in sa­pien­te re­la­zio­ne i pen­sie­ri con il con­for­mar­si del piu­mag­gio de­gli uc­cel­li?
Mentre il regno minerale può essere in­ter­pre­ta­to come ri­sul­tan­te da un'as­sen­za del Fu­o­co, la lin­fa che sale e ri­gon­fia i fu­sti ar­bo­rei in pri­ma­ve­ra ad es. è un mi­sto di Ac­qua e Fu­o­co, in qua­li­tà di ali­men­ta­zio­ne e pro­pul­sio­ne; an­che il buon vino lo è pur con pre­mes­se ed ef­fet­ti as­sai di­ver­si e di cer­to lì è il fu­o­co che pri­meg­gia (fos­se solo per l'ac­qua…); ma il mag­ma di un vul­ca­no è più fu­o­co o ac­qua? o piut­to­sto ter­ra a tem­pe­ra­tu­ra di fu­sio­ne? tut­ti con­cet­ti se­pa­ra­bi­li al no­stro sguar­do, ma for­se non a quel­lo di una Men­te glo­ba­le, ca­pa­ce di con­ce­pi­re tut­to nel­la sua for­mu­la­zio­ne più…
ele­men­ta­re! ap­pun­to.

Co­mun­que la si vo­glia in­qua­dra­re, ecco come la
cosa si ripropone agli occhi dell'odierna scienza:

Non è stato per niente agevole realizzare que­sta sce­no­gra­fia in ter­mi­ni di leg­gi­bi­li­tà, né sta­bi­li­re una nor­ma per la mi­glior di­spo­si­zio­ne dei sim­bo­li sen­za so­vrap­porli, onde age­vo­larne l'im­me­dia­ta per­ce­zio­ne sia­no essi pa­ro­le, ide­o­gram­mi o fi­gu­re, pro­prio a ca­u­sa del suo ca­rat­te­re rap­pre­sen­ta­ti­vo. Ho ri­di­se­gna­to ap­po­si­ti ca­rat­te­ri zo­dia­ca­li, il più pos­si­bi­le adat­ti a que­sta ma­ni­po­la­zio­ne; e seb­be­ne l'orien­ta­men­to ra­dia­le a 3 an­go­li fos­se più ap­pro­pria­to, l'im­pat­to d'in­sie­me ne ri­sul­ta­va trop­po com­pro­mes­so per la dif­fi­col­tà di di­stin­gue­re gli ap­par­te­nen­ti alle va­rie fac­ce in tra­spa­ren­za, per cui ho op­ta­to - non sen­za un di­scre­to di­sap­pun­to - che ri­sul­tassero in posa ver­ti­ca­le come nor­ma­le te­sto e ri­vol­ti al let­to­re an­che dal­la fac­cia­ta re­tro­stan­te: la pri­ma tra le due sot­to­e­sposte, per in­ten­derci.
Fermo restando che spazialmente non ci si dovreb­be ri­fe­ri­re ad un so­pra e un sot­to, né la fi­gu­ra può pog­gia­re su al­cun pia­no, que­sta scrit­tu­ra con­tri­buirà ad evi­ta­re ma­lin­te­si di at­tri­bu­zio­ne (no­ta­re an­che l'ap­pa­ren­te sen­so di ro­ta­zio­ne ro­ve­scia­to del­la me­de­si­ma fac­cia da una fi­gu­ra all'al­tra, de­ri­van­te in re­al­tà dal­l'os­ser­varla dal lato in­ter­no o dall'ester­no del so­li­do).
Del resto la stessa rotazione in tre tempi dell'intera fi­gu­ra so­sti­tu­i­sce lo sfor­zo di im­ma­gi­na­re lo svol­ger­si del­la se­quen­za zo­dia­ca­le nel­la spa­zia­li­tà del so­li­do, dal ver­san­te di ogni sin­go­la fac­cia­ta.
Nondimeno ritengo di tale importanza ciò che emana da que­sto sche­ma, ai fini del­la per­ce­zio­ne men­ta­le e del­le con­se­guen­ti ri­fles­sio­ni, da aver de­di­ca­to gior­na­te alla sua con­for­ma­zio­ne; se que­sto ap­proc­cio con­cet­tua­le alla co­no­scen­za era es­sen­zia­le se­co­li ad­die­tro, in man­can­za di stru­men­ta­zio­ni che con­sen­tissero di ad­den­trar­si fin ol­tre l'ato­mo, oggi che gli stru­men­ti ci sono lo è an­co­ra di più, po­i­ché l'in­da­gi­ne si­ste­ma­ti­ca, rac­cor­da­ta per lo più da ca­te­go­riz­za­zio­ni sta­ti­sti­che, non fa che espan­de­re un en­ci­clo­pe­di­smo fram­men­ta­rio, uti­li­ta­ri­sti­co ma poco con­clu­den­te ri­guar­do a ciò che sta ol­tre la siepe.

Quanto all'insolito carattere che denota gli Ele­men­ti ai 4 ver­ti­ci, sta a ram­men­ta­re una vol­ta di più che in essi non sono rav­vi­sa­bi­li com­po­nen­ti fi­si­co-chi­mi­ci o agen­ti bio­lo­gi­ci di sor­ta, né cel­lu­le, ato­mi o so­stan­ze fi­ni­te, ben­sì qua­li­tà com­po­si­ti­ve in es­sen­za; frut­to di di­na­mi­che si­tua­te mol­to a mon­te di ogni fe­no­me­no ter­re­no, tali da de­li­ne­a­re la na­tu­ra, la fun­zio­na­li­tà, gli sco­pi di qua­lun­que atto in es­se­re, qua­le che sia sia la for­ma as­sun­ta nel cre­a­to dal­la cor­ri­spon­den­te mas­sa-ener­gia; vere e pro­prie For­ze au­to­no­ma­men­te do­ta­te, sono espres­sio­ni dif­fe­ren­ziate dell' In­tel­li­gen­za su­pre­ma, che av­vi­lup­pa nel­la tra­ma del­le 4 di­ver­se di­re­zio­ni e nel mol­te­pli­ce or­di­to che ne de­ri­va i vet­to­ri di ogni ma­ni­fe­sta­zio­ne com­bi­na­to­ria e re­a­liz­za­trice.

Di ciascuna Entità, le particelle o atomi o comun­que gli ar­go­men­ti più rap­pre­sen­ta­ti­vi sul pia­no ma­te­ria­le, an­che quan­do ri­co­no­sciu­ti tali, non sono da con­si­de­rar­si che gli ul­ti­mi anel­li di una ca­te­na, tutt'ora ine­splo­rata; e di­ver­rà an­co­ra più chia­ro con l'or­mai pros­si­ma pre­sa di co­scien­za del quin­to Ele­men­to: l'Ete­re, cro­ce­via si­ner­gi­co del si­ste­ma, già og­get­to di trat­ta­zio­ne nel te­sto ci­ta­to sui 5 Riti Ti­be­tani.
Che dire infine del Fuoco? a differenza delle altre tre, que­st'ir­ra­dia­zio­ne pri­ma­ria dell'Uni­tà non è cer­to rav­vi­sa­bi­le ad al­cu­na so­stan­za “fi­ni­ta”; è tutt'al più un pro­ces­so - al no­stro sguar­do ri­sul­ta­to di una re­a­zio­ne - che ub­bi­di­sce ad un prin­ci­pio pe­ren­ne­men­te la­ten­te.
Una peculiarità esclusiva e a ben guardare scon­cer­tan­te, non rav­vi­sa­bi­le ne­gli al­tri ele­men­ti, sta nel­la pro­prie­tà di espan­der­si mol­ti­pli­can­dosi all´in­fi­ni­to.
Ba­sta la fiam­mel­la di un fiam­mi­fe­ro qua­si fi­ni­to - se non una scin­til­la ot­te­nu­ta dal­la stes­sa pie­tra - per dar vita al più spa­ven­to­so de­gli in­cen­di.
Una mo­da­li­tà che in­du­ce riflessione.

Forse che i nostri antenati lo avevano scambiato per una so­stan­za sui ge­ne­ris? ciò do­vreb­be far luce sul modo di con­si­de­ra­re gli an­ti­chi enun­cia­ti; che di­spo­nes­sero di stru­men­ta­zio­ni [come la no­stre] o meno, se­con­do il tipo di ci­vil­tà e di ap­proc­cio, i cer­vel­li era­no pre­sen­ti al­lo­ra come lo sono oggi - e quel che ab­bia­mo ere­di­ta­to lo di­mo­stra quan­do non su­bi­sce al­te­ra­zio­ni, se non al­tro pro­prio per l'as­sen­za di stru­men­ti cui noi sia­mo adusi - con la pre­ci­pua dif­fe­ren­za so­ste­nu­ta da mol­ti fat­to­ri, che ri­spet­to ai se­co­li suc­ces­si­vi fino a quel­lo scor­so era­no più il­lu­mi­na­ti e cer­ta­men­te in sta­to di mi­nor con­di­zio­na­men­to me­to­do­lo­gico.

Potrà aiutare immaginare altri mondi (e ve n'è ben don­de, in un così va­sto uni­ver­so) in cui la strut­tu­ra del­la ma­te­ria pos­sa es­se­re di­ver­si­fi­cata, di gra­do in gra­do dell'evo­lu­zio­ne dell'Ener­gia stes­sa; le sud­det­te ema­na­zio­ni del Prin­ci­pio Cre­a­to­re, Es­se­ri essi stes­si ben­ché di na­tu­ra per noi an­co­ra in­con­ce­pi­bi­le (ma non inav­vi­ci­na­bi­le), si ma­ni­fe­steranno se­con­do gli stes­si pre­sup­po­sti ar­mo­ni­ci, ri­ve­sten­dosi di so­stan­ze pro­prie del­le ri­spet­ti­ve di­men­sio­ni; par­ti­cel­le ed ag­gre­ga­ti di­ver­si da quel­li ter­re­stri, ma atti a svi­lup­pa­re la vita fi­si­ca nel­la di­men­sio­ne ral­len­ta­ta dell'ine­ren­te Sfe­ra pla­netaria.

A quanto mi è stato dato sapere, è proprio quel che av­vie­ne, nunc et semper.

La riproduzione cellulare è resa possibile dalla duplicazione del codice genetico DNA contenuto nel nucleo della cellula.

La memoria genetica sorge dalla combinazione di quattro soli elementi di base, presi a tre a tre e po­sti se­con­do una pre­ci­sa se­quen­za e com­po­si­zio­ne ge­o­me­tri­ca: è un co­di­ce che con­trad­di­stin­gue, sen­za al­cu­na ec­ce­zio­ne, tut­ti gli or­ga­ni­smi bio­lo­gi­ci del­la Ter­ra ed è com­po­sto dal­la mo­le­co­la del DNA, una strut­tu­ra di­na­mi­ca a for­ma di dop­pia elica.
Il DNA comprende tanti segmenti successivi ciascuno dei quali contiene l'informazione necessaria alla du­pli­ca­zio­ne di se stes­sa. È la se­quen­za spe­ci­fi­ca, ov­ve­ro la par­ti­co­la­re com­bi­na­zio­ne di que­sti seg­men­ti, cia­scu­no.. dato da una del­le pos­si­bi­li com­bi­na­zio­ni del­le sole quat­tro basi del DNA, che for­ni­sce l'in­for­ma­zio­ne del­le in­fi­ni­te for­me del­la na­tu­ra.

(da «La futura scienza di Giordano Bruno», di Giuliana Conforto - ed. Noesis 2000)


Finalmente almeno una voce si leva dal­l'oriz­zon­te del­la scien­za astro­fi­si­ca, a so­ste­gno del­la gran­de Astro­lo­gia, e sa quel che dice.
La competenza illuminante del­la stu­dio­sa e do­cen­te di mec­ca­ni­ca clas­si­ca e quan­ti­sti­ca ri­pro­po­ne in chia­ve ine­qui­vo­ca­bi­le pa­ra­dig­mi del­l'eter­na di­sci­pli­na, lad­do­ve al­tre voci san­no solo ne­ga­re.

A chi vuole approfondire, con­si­glio vi­va­men­te la let­tu­ra dell'ope­ra ci­ta­ta, in par­ti­co­la­re alle pagg. 136-137.
Ripresa al volo, durante una ricerca sulle nanotecnologie:
da …un metodo per assemblare molecole…
I prefabbricati molecolari possono essere collegati e as­sem­blati tra loro, tra­mi­te fi­la­men­ti mo­le­co­la­ri di Dna o al­tre so­stan­ze, fis­sa­ti a spe­ci­fi­ci pun­ti di at­tac­co sul­le su­per­fi­cie. In quel­li fi­no­ra re­a­liz­za­ti pero', spie­ga la pre­sti­gio­sa ri­vi­sta scien­ti­fi­ca Phy­si­cal Review Let­ters, il nu­me­ro e la di­spo­si­zio­ne dei pun­ti di at­tac­co era­no fis­si: quat­tro pun­ti ri­go­ro­sa­men­te ai ver­ti­ci di un ide­a­le te­tra­e­dro in­scrit­to nel­la par­ti­cel­la col­lo­i­da­le.
(SPI-RIT.IT - Bologna)