il Tetraedro ele 4 Triplicità nell'Essere |
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Nel cap. “Aspetti”, al §. sulla Terza Armonica, viene suggerito come la stessa disposizione dei due assi relativi alle 4 direzioni nello spazio racchiuda potenzialmente gli estremi di un solido a 4 vertici proiettati su un piano: il Tetraedro appunto, splendido, sublime costrutto, in quanto sintesi mirabile di tutte le proprietà implicate. Questa magica struttura, costituita da quattro facce triangolari contigue ed esclusive, prende subito il posto del nostro punto interrogativo; ed è relativamente facile vedere come ad essa si applichino al naturale i processi logici fin qui esaminati… si deve solo procedere. Ciascuna delle 4 facce è circoscritta da tre lati e come tale può ben contemplare i tre passaggi di ogni stagione. Prendiamo le mosse da un'ipotetica base e dalla mezzanotte dell'anno astrologico, assegnando a ciascun vertice i Segni in progressione antioraria: definiamo subito la “mappatura” della faccia invernale, restando libero il vertice superiore. | |||||
Come si vede traguardando per un attimo l'incrocio dei due assi nella figura come se fosse piatta, Terra ( ) ed Acqua ( ) risultano contrapposti, mentre Aria ( ) attende all'altro capo un Segno di Fuoco: che altro se non l'Ariete ( ), il primo Fuoco, che prosegue la sequenza conferendo una consistenza spaziale al trittico di base?Nel solido così disposto quest'ultimo va al vertice, come se la base inneggiasse al suo avvento e in effetti è quel che avviene, dato che la materia si conforma, ed ogni stagione prepara la successiva. Abbiamo così assegnato ad ogni vertice uno degli Elementi, in un ordine immutabile. Il passo successivo consisterà pertanto nell'attribuire i Segni che seguono alla logica del costrutto, rispettandone il principio ispiratore. | ![]() | ||||
| Al fine di delineare la stagione entrante su una base succedente, si dovrà effettuare una rotazione (costantemente antioraria, come la convenzione oroscopica) del solido per cui, considerato il senso dei termini cardinale e fisso, non rimane che far perno sul lato Capricorno-Aquario, muovendo il vertice situato per l'appunto nel segno mobile Pesci e portando l'Ariete verso il piano, a dar inizio alla nuova area di riferimento. Poiché le due facce sono contrapposte, come rivela anche l'orientamento dei rispettivi triangoli sul piano di appoggio, il senso di rotazione dei Segni si è invertito ed ora il fisso è di Terra, prima occupata dal Capricorno (come cardine stagionale) e quindi dal Toro; del resto anche i triangoli di base rispetto al punto di osservazione risultano opposti, significatori di una diversa polarità; naturalmente l'apice è ora Acqueo e compete al Cancro. | ![]() | ||||
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Al terzo passo il Fisso è di Fuoco ed ecco che la rotazione del solido, che avviene lungo l'asse Ariete-Toro, ripropone l'inversione del periplo stagionale al senso antiorario: si può già notare anche la perfetta rispondenza nelle posizioni dei Segni antitetici (1/3) da una faccia all'altra.
L'ultima manovra è ormai scontata; abbiamo completato un quadro di come i tratti Zodiacali si modalizzano in relazione a tutte le possibili formazioni che, dal semplice volversi di due coppie fondamentali, traccia in qualunque contesto di continuità ondulatoria i presupposti di una struttura elicoidale, nota anche come DNA. Deve trasparire, nel rispetto delle Scuole di Tradizione millenaria, come i normali fuoco ed acqua non siano che le espressioni più lampanti dei rispettivi princîpi e che proprio per tale evidenza i Nomi ne furono tratti ad indicare le matrici; che queste a loro volta vennero definite Elementi, con un termine di natura ancor oggi eminentemente astratta (trovarsi "nel proprio elemento" vuol dire nel proprio ambiente naturale e quando diciamo: l'acqua è l'elemento naturale dei pesci non denotiamo H2O con tutti i suoi componenti, ma un mondo parallelo ad es. a ciò che l'aria rappresenta per i volatili; e potrei continuare…
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2. Ciascuna delle parti che concorrono a formare un tutto organico, un'unità concreta o astratta: gli e. di un termosifone; scomporre un meccanismo nei suoi e.; gli e. del sapere. In linguistica, qualsiasi parte di una frase che si può isolare dalle altre per l'analisi: scomporre un periodo nei suoi e. ~ In matematica, ciascuno degli enti che appartengono ad un dato insieme: e. di un gruppo, di una figura ~ In geografia fisica: e. climatici, e. meteorici, le entità mediante le quali si manifestano il clima di una regione (temperatura, umidità, venti, pressione atmosferica, precipitazioni) e i fenomeni meteorici (pressione, umidità, nebulosità, vento, ecc.). La voce ha poi finito, proprio nel secolo scorso, con il rivestire un significato che ci allontana dall'originaria comprensione, riconducendolo alla prima tra le definizioni date nello stesso Dizionario (non priva dell'intervenuta distorsione concettuale) principalmente rivolta ad argomenti di conclamata fisicità (basterà citare la Tavola degli elementi):
1. Sostanza semplice, pura, che prima della scoperta della radioattività si riteneva non suscettibile di decomposizione con metodi chimici o fisici; secondo gli antichi: il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra erano i quattro elementi costitutivi del mondo fisico ... Nella chimica odierna, sostanza pura in cui tutti gli atomi costituenti hanno uguale il numero e la disposizione degli elettroni extranucleari: e. chimici; e. nativi, gli elementi chimici che si trovano in natura come tali (per es. oro, rame, argento).
In buona sostanza, le fiamme di un rogo, lo ripeto, non sono che una tra le probabili manifestazioni dell'elemento Fuoco (un'esplosione potrebbe esserlo del pari), ma è fondamentale comprendere che lo è pure il calore di una passione e tutto ciò che consuma o matura nel corso di ogni esistenza; difficile per una speculazione razionale-settoriale finalizzata a se stessa stabilire un comune denominatore ad un ventaglio tanto eterogeneo di tipologie, in apparenza scollegate. 1. Che si presta a una valutazione o a un impiego nel campo della pratica o dell'esperienza sensibile; ~ Come s.m., il contenuto dell'esperienza come oggetto reale o applicabile al reale: venire al c.; … ; in c., riferendosi alla pura e semplice realtà dei fatti. 2. Nome c., che indica un essere o un oggetto reale; opposto ad astratto, che indica solo qualità o modi di essere ( … ). 4. lett. (non com.). Consistente, solido | Rappreso, condensato. -etim- Dal latino concretus (participio passato di concrescere) “denso, coagulato”. L'elemento Aria non allude soltanto a quella che si può respirare o attraverso la quale si possa volare, ma ogni aspetto di consistenza gassosa, che a sua volta può non essere altro che sostanza fluida sottoposta all'azione del Fuoco; per traslazione le correnti nervose e lo stesso volare col pensiero sono di natura aerea; Rudolf Steiner non poneva forse in sapiente relazione i pensieri con il conformarsi del piumaggio degli uccelli? Mentre il regno minerale può essere interpretato come risultante da un'assenza del Fuoco, la linfa che sale e rigonfia i fusti arborei in primavera ad es. è un misto di Acqua e Fuoco, in qualità di alimentazione e propulsione; anche il buon vino lo è pur con premesse ed effetti assai diversi e di certo lì è il fuoco che primeggia (fosse solo per l'acqua…); ma il magma di un vulcano è più fuoco o acqua? o piuttosto terra a temperatura di fusione? tutti concetti separabili al nostro sguardo, ma forse non a quello di una Mente globale, capace di concepire tutto nella sua formulazione più… elementare! appunto.
Comunque la si voglia inquadrare, ecco come la materia si ripropone agli occhi dell'odierna scienza:
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Non è stato per niente agevole realizzare questa scenografia in termini di leggibilità, né stabilire una norma per la miglior disposizione dei simboli senza sovrapporli, onde agevolarne l'immediata percezione siano essi parole, ideogrammi o figure, proprio a causa del suo carattere rappresentativo. Ho ridisegnato appositi caratteri zodiacali, il più possibile adatti a questa manipolazione; e sebbene l'orientamento radiale a 3 angoli fosse più appropriato, l'impatto d'insieme ne risultava troppo compromesso per la difficoltà di distinguere gli appartenenti alle varie facce in trasparenza, per cui ho optato - non senza un discreto disappunto - che risultassero in posa verticale come normale testo e rivolti al lettore anche dalla facciata retrostante: la prima tra le due sottoesposte, per intenderci.
![]() Del resto la stessa rotazione in tre tempi dell'intera figura sostituisce lo sforzo di immaginare lo svolgersi della sequenza zodiacale nella spazialità del solido, dal versante di ogni singola facciata. Nondimeno ritengo di tale importanza ciò che emana da questo schema, ai fini della percezione mentale e delle conseguenti riflessioni, da aver dedicato giornate alla sua conformazione; se questo approccio concettuale alla conoscenza era essenziale secoli addietro, in mancanza di strumentazioni che consentissero di addentrarsi fin oltre l'atomo, oggi che gli strumenti ci sono lo è ancora di più, poiché l'indagine sistematica, raccordata per lo più da categorizzazioni statistiche, non fa che espandere un enciclopedismo frammentario, utilitaristico ma poco concludente riguardo a ciò che sta oltre la siepe. Quanto all'insolito carattere che denota gli Elementi ai 4 vertici, sta a rammentare una volta di più che in essi non sono ravvisabili componenti fisico-chimici o agenti biologici di sorta, né cellule, atomi o sostanze finite, bensì qualità compositive in essenza; frutto di dinamiche situate molto a monte di ogni fenomeno terreno, tali da delineare la natura, la funzionalità, gli scopi di qualunque atto in essere, quale che sia sia la forma assunta nel creato dalla corrispondente massa-energia; vere e proprie Forze autonomamente dotate, sono espressioni differenziate dell'Intelligenza suprema, che avviluppa nella trama delle 4 diverse direzioni e nel molteplice ordito che ne deriva i vettori di ogni manifestazione combinatoria e realizzatrice.
Di ciascuna Entità, le particelle o atomi o comunque gli argomenti più rappresentativi sul piano materiale, anche quando riconosciuti tali, non sono da considerarsi che gli ultimi anelli di una catena, tutt'ora inesplorata; e diverrà ancora più chiaro con l'ormai prossima presa di coscienza del quinto Elemento: l'Etere, crocevia sinergico del sistema, già oggetto di trattazione nel mio saggio del 2002 sui "5 Riti Tibetani. Forse che i nostri antenati lo avevano scambiato per una sostanza sui generis? ciò dovrebbe far luce sul modo di considerare gli antichi enunciati; che disponessero di strumentazioni [come la nostre] o meno, secondo il tipo di civiltà e di approccio, i cervelli erano presenti allora come lo sono oggi - e quel che abbiamo ereditato lo dimostra quando non subisce alterazioni, se non altro proprio per l'assenza di strumenti cui noi siamo adusi - con la precipua differenza sostenuta da molti fattori, che rispetto ai secoli successivi fino a quello scorso erano più illuminati e certamente in stato di minor condizionamento metodologico. Potrà aiutare immaginare altri mondi (e ve n'è ben donde, in un così vasto universo) in cui la struttura della materia possa essere diversificata, di grado in grado dell'evoluzione vibratoria dell'Energia stessa; dette emanazioni del Principio Creatore, Esseri essi stessi benché di natura per noi ancora inconcepibile (ma non inavvicinabile), si manifesteranno secondo gli stessi presupposti armonici, rivestendosi di sostanze proprie delle rispettive dimensioni; particelle ed aggregati diversi da quelli terrestri, ma atti a sviluppare la vita fisica nella dimensione rallentata dell'inerente Sfera planetaria. A quanto mi è stato dato sapere, è proprio quel che avviene, nunc et semper. | ||||
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“La riproduzione cellulare è resa possibile dalla duplicazione del codice genetico DNA contenuto nel nucleo della cellula. La memoria genetica sorge dalla combinazione di quattro soli elementi di base, presi a tre a tre e posti secondo una precisa sequenza e composizione geometrica: è un codice che contraddistingue, senza alcuna eccezione, tutti gli organismi biologici della Terra ed è composto dalla molecola del DNA, una struttura dinamica a forma di doppia elica. Il DNA comprende tanti segmenti successivi ciascuno dei quali contiene l'informazione necessaria alla duplicazione di se stessa. È la sequenza specifica, ovvero la particolare combinazione di questi segmenti, ciascuno.. dato da una delle possibili combinazioni delle sole quattro basi del DNA, che fornisce l'informazione delle infinite forme della natura.” (da «La futura scienza di Giordano Bruno», di Giuliana Conforto - ed. Noesis 2000) | |||||
| Ripresa al volo, da una ricerca sulle nanotecnologie: da …un metodo per assemblare molecole…I prefabbricati molecolari possono essere collegati e assemblati tra loro, tramite filamenti molecolari di Dna o altre sostanze, fissati a specifici punti di attacco sulle superficie. In quelli finora realizzati però, spiega la prestigiosa rivista scientifica Physical Review Letters, il numero e la disposizione dei punti di attacco erano fissi: quattro punti rigorosamente ai vertici di un ideale tetraedro inscritto nella particella colloidale. (testo di prima versione; link aggiornato al 2020 – Università di Bologna)
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Merita uno sguardo attento anche questa eloquente illustrazione:
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